Scegli tra i seguenti link

LETTERA APERTA

 

 Questa mia è priva di interesse soggettivo ma è stata scritta perché essa sia di stimolo a chi di dovere a prendere giuste e urgenti decisioni, prima che sia troppo tardi, nell'analisi delle cause che stanno portando un settore produttivo e altamente qualificato alla stasi, alla regressione e al blocco totale con forte ripercussione negativa sull'occupazione e sull'economia di una florida vallata: la Val Vibrata. Per una chiara esposizione divido tutto in tre periodi.

Il primo, pionieristico, in cui alcuni artigiani iniziarono le lavorazioni di manufatti di uso comune in abbigliamento, in materie plastiche. ' Essi diventarono progettisti, disegnatori, esecutori e venditori dei loro prodotti. Iniziò il periodo dei laboratori nei garages, negli scantinati e nei retrocucina.

Passando per le vie di Tortoreto stazione si udiva ovunque il picchiettare dei martelli sui tavoli e il frusciare delle macchine da cucito. Si lavorava intensamente, senza riposo e senza orari.

Cominciarono i primi successi, le richieste di manufatti aumentarono, ma affioravano le prime problematiche: LE MALATTIE, GLI AMBIENTI DI LAVORO NON ADATTI, I MATERIALI DA LAVORARE.

Termina così il periodo dei pionieri, fatto di lavoro intenso, di creatività, di lotte per affermarsi e si passa al secondo periodo caratterizzato da:

  LOTTA ALLE MALATTIE E ALL'INFORTUMSTICA,

NECESSITA' DI COSTRUIRSI LABORATORI IDONEI;

CREAZIONE DI CICLI PRODUTTIVI CON NUOVE TECNICHE, NUOVI MATERIALI E NUOVI DISEGNI DEI PRODOTTI

RICERCA DI NUOVI MERCATI:

Per questo furono programmati e costruiti laboratori idonei, studiate nuove macchine per la produzione di nuovi tessuti mentre l'Ufficio Sanitario iniziò l'azione per debellare malattie e per la prevenzione antinfortunistica adottando risoluzioni d'avanguardia che, successivamente, dopo verifiche, furono adottate a livello Europeo.

Furono istituite basi scientifiche per una efficace lotta ad alcune malattie professionali quali la polineurite. Tutto per iniziativa privata e finanziato da operatori del settore qualche volta anche " nolenti ".

Istituito il nuovo Comune di ALBA ADRIATICA, le Autorità furono costrette a programmare uffici, vie, piano regolatore, etc. Fu prevista anche la zona artigianale in contrada De Santis, senza poter essere mai realizzata per cui la maggioranza degli imprenditori prese la via di Gabbiano e Santa Scolastica di corropoli i cui terreni furono ceduti a basso prezzo. Sorsero quì gli opifici realizzati con mutui decennali e bancari.

In questo periodo si ebbe il maggior impulso dell'imprenditoria, dietro la spinta di una ottima cultura nel settore, estro e creatività acquisiti in anni di esperienza lavorativa.

Il terzo periodo è caratterizzato dal proposito e dalla necessità di ulteriore espansione, ma viene penalizzato, attualmente, da:

- aggravi onerosi in campo socio-previdenziale;

- maggior incidenza del costo del lavoro con flessione del beneficio;

- mancata realizzazione di opere di supporto quali fognature, acquedotto, elettrodotto, asfaltatura delle vie di comunicazione e mancata realizzazione di vie di collegamento viario, casello autostradale ed altro;

- pressione delle banche sulla fonte debitoria;

- inflazione monetaria;

- arrivo incontrollato di Asiatici che lavorano in condizioni igieniche inaccettabili in laboratori non controllati, con orari prolungati, creando una concorrenza sleale e tacitamente protetta, con prodotti copiati e di fattura scadente provocando un deterioramento dell'immagine del prodotto "Made in Italy ";

- concorrenzialità, sul mercato nazionale ed estero, di prodotti asiatici a prezzi notevolmente più bassi. L'imprenditoria locale per evitare il fallimento, chiude, licenzia il personale. Si ha un appiattimento peggiorativo sostanziale di tutto il settore.

 

Ora ci si può domandare:

dove sono finiti i 427 laboratori artigianali a conduzione familiare?

dove sono finite le 5000 e più unità lavorative di qualche anno fa?

L'analisi ci porta a:

trasferimento, all'estero, di tanti imprenditori in nazioni in cui la manodopera è meno costosa;

il prodotto realizzato, essendo più costoso, non è più competitivo;

il cresciuto costo del denaro e gli accresciuti tassi bancari, hanno fatto chiudere diverse imprese, anche importanti.

Ho visto persone disperate e sull'orlo della follia.

Nessun aiuto è venuto da Autorità locali, provinciali e regionali. E gli incentivi promessi? Sembra di vivere nell'assurdo più completo.

Si stanno favorendo situazioni che portano alla perdita di un patrimonio artigianale, fatto di sacrificio, di tanta esperienza e si sta creando un vuoto in un settore, quello artigianale, risalente atavicamente alla preistoria della Val Vibrata, nella indifferenza più gretta delle istituzioni.

E' il grido di allarme di uno che ha lottato per anni, per aiutare le persone che stavano dedicando lavoro, estro, sacrifici, esperienze nell'intento di affermarsi e creare sul posto la fonte di una onesta e dignitosa attività.

Sarà esso raccolto?

Alba Adriatica lì 15 Giugno 1998

EMILIO TONELLI

 




Home Page
Copyright 1997 by ADV Communication